Collezione
Reale
   
La Collezione del Museo di Fisica deve una parte cospicua della propria dotazione all’eredità pervenuta al Gabinetto Fisico dell’Università con la costituzione dello Stato unitario e la conseguente acquisizione degli strumenti scientifici custoditi nel Palazzo Reale di Napoli fra le collezioni borboniche. La storia dell’odierna Collezione è strettamente legata alle vicende della Casa reale borbonica, oscillando tra memoria ed oblio, dispersione e ricomposizione.
Nel 1734 don Carlos, figlio di Filippo V d’Angiò-Borbone e di Elisabetta Farnese ascende al trono delle Due Sicilie, per regnare dal 1734 al 1759, quando lascia Napoli per cingersi della corona spagnola con il nome di Carlo III. All’atto dell’insediamento a Napoli, giungono al suo seguito quadri, manoscritti, archivi cartacei, pergamene, medaglie e cammei, ereditati dalla madre, Elisabetta Farnese. Con questi oggetti d’arte sono trasferite anche quattro casse “di diverse macchine matematiche”, spedite da Parma.

L’intenzione di Carlo è ricalcare a Napoli, nel Palazzo di Capodimonte, in costruzione sin dal 1738, l’esperienza museale della Pilotta a Parma e del Palazzo Farnese a Piacenza, ove arazzi, quadri, mobili, erano esposti insieme a cannocchiali, orologi e macchine fisiche e chimiche.

Lente di Selva Lente di Torricelli Doppia lente ustoria
 
Bussole di Gambey eliostato Microscopio acromatico Microscopio Polarizzante Modello di locomotiva
 
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